
La mela Annurca
Qualcosa sui prodotti tipici della Campania
La mela annurca è definita la "regina delle mele" e ha da sempre caratterizzato la melicoltura campana. Negli scavi di Ercolano sono stati rinvenuti dei dipinti che testimoniano l'antico legame di questo frutto con le popolazioni campane. L'origine del nome pare provenisse dalla zona dalla quale si diffuse, l'Agro Puteolano, Plinio il Vecchio la chiama "Mala Orcula" in quanto prodotta nella zona degli inferi (l'Orco), da cui orcole, anorcola e annorcola fino ad arrivare nel 1876 al nome "Annurca" (dal Manuale di Arboricultura di G.A. Pasquale).
L'elemento caratteristico di questa coltura è l'arrossamento a terra delle mele nei cosiddetti "melai", un tempo coperti di strati di canapa detti "cannutoli".
E' coltivata in tutte le provincie campane anche se le valli Caudina e Telesina in provincia di Benevento si caratterizzano per la presenza dell'Annurca tradizionale.
Le qualità di questa mela stanno progressivamente conquistando sempre maggiori spazi anche nei mercati nazionali e internazionali.
L'Annurca si presenta come un concentrato di vitamine B1, B2, PP, C, unitamente ad elementi minerali quali fosforo, ferro, manganese, zolfo e soprattutto potassio. Ad essa sono attribuite azioni positive a carico dell'apparato muscolare e nervoso, effetti antireumatici, diuretici e dissetanti, una certa azione ipocolesterolemica e antimicrobica intestinale.
Studi recenti hanno dimostrato, infatti, che la mela annurca è ricca di sostanze capaci di conferirle un elevato potere antiossidante . Per cui essa potrebbe avere un ruolo decisivo nella prevenzione del cancro. La ricchezza in fibra poi, la rende particolarmente adatta a ripulire le arterie dal colesterolo e quindi nella prevenzione delle malattie cardiovascolari .
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